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Mentre il Bari riscatta Sibilli dal Pisa per 700 mila euro, l’Udinese fa lo stesso con Lucca per una cifra vicina agli 8 milioni di euro

Si separano le strade del Pisa ed Alberto Aquilani.
Un estratto delle parole del Presidente Giuseppe Corrado durante il “Diario Neroazzurro”.

CORSA A 3 PER LA PANCHINA?
Dopo che sembrava ad un passo l’accordo con Filippo Inzaghi, le sirene dalla A hanno cominciato a suonare forte per l’ex attaccante del Milan, così il Pisa, per non trovarsi impreparato, valuta i profili di Viali e Donati, senza però precludersi altre strade.

Comincia stasera il “Mau Ovunque” storico appuntamento della tifoseria nerazzurra per ricordare Maurizio Alberti. Il clou della due giorni sarà domenica sera con la sfida delle Vecchie Glorie

Da Pisa - La Nazione

Marin e Mlakar brillano nelle loro nazionali

Dopo il termine del calcio di club, ha inizio quello di inizio estate, delle nazionali. Un calcio che vede ancora protagonista in certi modi i colori nerazzurri. Infatti, il Pisa avrà due giocatori che disputeranno... gli Europei: Marius Marin con la Romania e Jan Mlakar con la Slovenia. Proprio quest’ultimo, a differenza di quanto lo sia stato in Toscana, sarà un protagonista della propria selezione nazionale, inserita a Euro2024 nel gruppo C, con Serbia, Danimarca e Inghilterra. Nell’amichevole contro l’Armenia (vinta per 2-1), Mlakar si è reso protagonista aprendo le danze con il gol dell’1-0, uno splendido tiro di sinistro al volo dal limite dell’area.

Il numero 17 è stato schierato esterno a sinistra nel 4-3-3 della Slovenia, proseguendo così la tradizione del proprio commissario tecnico di farlo giocare largo (nelle qualificazioni sempre era stato impiegato esterno nel 4-4-2). Anche Marin è sceso in campo da titolare con la Romania a centrocampo nel pareggio per 0-0 contro la Bulgaria.

Il numero otto nerazzurro, ormai da oltre un anno nel giro della propria nazionale, potrebbe ritagliarsi molti minuti in campo all’Europeo, dove nel gruppo E affronterà la Slovacchia, l’Ucraina e soprattutto il Belgio.

Assieme a lui, dal primo minuto in campo anche Adrian Rus, di proprietà del Pisa, ma che – al netto di incredibili sviluppi – settimana prossima sarà riscattato dalla formazione cipriota del Pafos per un milione di euro circa.

Stesso discorso per l’altro nerazzurro che affronterà gli europei, Adam Nagy, che con la salvezza ottenuta ha fatto scattare l’obbligo di riscatto allo Spezia.

Si prospettano giorni caldi proprio per quanto riguarda i giocatori invischiati in questione di riscatto: tra i soldi (tanti) di Lucca e Sibilli che entreranno, alla gestione degli eventuali acquisti a titolo definitivo di Valoti, D’Alessandro e Barbieri. Tra Europei e mercato, sarà un’estate ancora più calda.

Il proprietario del Pisa Alexander Knaster da sabato è a Pisa. Possibili accelerate nei prossimi giorni per risolvere le situazioni riguardanti allenatore e direttore sportivo

Da Il Tirreno - Pisa

Stadi, per l’archistar Marco Casamonti è quello di Pisa il simbolo dell’arretratezza italiana: «Degrado a due passi dalla meraviglia» PISA. «Possibile che a Pisa, a poche centinaia di metri, da una delle piazze più belle del mondo, si trovi uno degli stadi ...più degradati d’Italia? ». Proprio non se ne capacita l’architetto Marco Casamonti del paradosso della città della Torre e dell’Arena Garibaldi, stadio tanto carico di storia quanto di acciacchi, proprio a due passi dal campanile di Bonanno Pisano, simbolo dell’Italia nel mondo e meta di milioni di visitatori ogni anno. «Non è l’unico, ovviamente, ma se dovessi indicarle un luogo emblematico dell’arretratezza italiana in materia di stadi e infrastrutture sportive, il primo che mi viene in mente è proprio Pisa».

Sa di quel che parla Casamonti, 59 anni, ordinario di composizione architettonica e urbana, fondatore e direttore creativo di Archea associati e fondatore e socio di Marco Casamonti&Partner. Guida una squadra di 40 dipendenti e più di duecento collaboratori con cui progetta grattacieli (l’ultimo di 16 piani a Shangai) e cantine (è già nei manuali di architettura quella dei Marchesi Antinori realizzata nel 2012 nelle colline di San Casciano Val di Pese). Ma anche stadi e centri sportivi: c’è la sua firma, ad esempio, sul Bluenergy Stadium di Udine e sull’Arena Kombetare di Tirana, ma anche sul “Viola Park” di Bagno a Ripoli, la nuova casa della Fiorentina.

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È uno di quelli, insomma, per il quale si potrebbe scomodare a ragion venduta il neologismo “archistar”, se non fosse che «proprio quel vocabolo non mi piace e quindi la invito a non accostarlo a me» sorride garbato nel corso di una chiacchierata sulla sostenibilità in architettura. In cui, inevitabilmente, il discorso scivola anche sugli stadi e spunta fuori l’esempio dell’Arena. Come ciò che non dovrebbe mai accadere. «E che, invece, in Italia si ripete troppo spesso».

Ma a Pisa che si dovrebbe fare?

«Guardi, non lo chieda a me. Non conosco da vicino la situazione. Però sono convinto che uno stadio in quelle condizioni vicino a uno dei luoghi più belli del mondo, non debba starci».

Dunque lei sarebbe favorevole a spostare fuori città un eventuale nuovo stadio?

«No, la penso esattamente al contrario. In primo luogo perché una delle emergenze nazionali è il consumo di suolo: in Italia si è costruito troppo e penso che, di fronte a qualunque idea progettuale, la prima cosa che deve chiedersi chi fa il mio mestiere è se c’è del “già costruito” su cui si possa andare a intervenire. Questo vale per tutte le opere architettoniche: sia che si tratti di un palazzo, di un teatro o di una piazza. Poi vi sono delle ragioni specifiche che riguardano gli stadi, e che ne rendono particolarmente opportuna la presenza in contesti urbani. ..».

Quali sono?

«Gli stadi contemporanei devono essere pensati come infrastrutture che “vivono” 12 mesi all’anno. Questo fa sì che al loro interno possano essere collocati ristoranti, palestre, supermercati, musei, anche negozi di vicinato e altro. Ma uno spazio del genere funziona se è un luogo urbanizzato e vissuto. Altrimenti c’è da porsi il problema di realizzare le infrastrutture per portarci le persone, con ulteriore consumo di suolo. A questa ragione, di carattere urbanistico-architettonico, però, ne vorrei aggiungere un’altra di tipo storico. ..».

Prego.

«Gli stadi, soprattutto quando una storia più che secolare come quello di Pisa, sono infrastrutture attorno a cui, nel tempo, si è disegnato l’assetto urbano e sociale del quartiere in cui si trovano. Spostarlo vuol dire, spesso, dover ridisegnare il quartiere».

Dunque per lei, l’Arena Garibaldi dovrebbe rimanere lì?

«Guardando dall’esterno e da lontano, dire di sì. Anche se per esprimermi compiutamente dovrei avere degli elementi di conoscenza che non ho. Mi pare, però, che anche le ipotesi progettuali prevedano di ricostruire lo stadio di Pisa lì dove si trova adesso. ..».

Le conosce?

«Vagamente. So che c’era stato un concorso d’idee, se non sbaglio, qualche anno fa. Credo, però, che una soluzione debba essere trovata: è auspicabile che comune e società siedano attorno a un tavolo ed escano con un percorso condiviso. Nel 2020 uno stadio del genere non è giustificabile in nessun luogo, figurarsi a due passi da una piazza di straordinaria bellezza come quella dei Miracoli».

Il Pisa è pronto a ricostruire in vista della prossima stagione. C’è voglia di crescere, di migliorare, di dare continuità al lavoro di Alberto Aquilani sulla panchina nerazzurra. Per questo motivo la formazione toscana sta puntando dritta su Filippo Inzaghi per la guida tecnica. Per l’ex ...attaccante di Milan e Juventus c’è però una folta concorrenza che va dalla Serie A, con il Verona molto interessato, alla Serie C, c’è sempre il Catania sulle sue tracce.

Sguardo anche alla dirigenza, non solo alla panchina. Il Pisa infatti starebbe pensando anche a rinnovare i quadri tecnici cercando un nuovo direttore sportivo. Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, fra gli indiziati ci sarebbero Giuseppe Magalini e l’ex Sassuolo Giovanni Rossi.
[Tuttomercatoweb.com]

Davide Vaira, in attesa di una buona chance dopo l'esperienza di Modena, rientra tra le piste dirigenziali d'attualità per la Sampdoria. Per il Pisa è Magalini la prima scelta, in attesa di risolvere la situazione contrattuale e con la consapevolezza della forte concorrenza.

...Le alternative dei toscani: Paolo Bravo, protagonista al Sudtirol, Renzo Castagnini, le cui chance di permanenza a Brescia sono però elevate, l'ex blucerchiato Mattia Balbi e proprio Daniele Vaira, riporta Il Tirreno.

[SampNews24]

Il primo Luglio comincerà ufficialmente il calciomercato, ma ovviamente le società si stanno già muovendo per migliorare le proprie rose. In attesa che il Pisa definisca la questione allenatore, in quale reparto pensi debba intervenire maggiormente e perché? Faccelo sapere con un commento
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@tipografiamoderna
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Ormai imminente l’arrivo alla Juventus di Stefano Stefanelli come collaboratore del ds Giuntoli. Per la sua sostituzione in pole sembrano essere Magalini e Castagnini.

Il Pisa ha mostrato interesse per Ignazio Abate nel caso in cui si interrompesse il rapporto con Aquilani. Abate ha da poco annunciato l’addio alla primavera del Milan

Il Pisa ha mostrato interesse per Ignazio Abate nel caso in cui si interrompesse il rapporto con Aquilani. Abate ha da poco annunciato l’addio alla primavera del Milan

Oltre a Vivarini, il Sassuolo pare valutare anche il profilo di Alberto Aquilani. L’attuale allenatore nerazzurro pare essere, insieme a Palladino, nella lista dei candidati alla panchina della Fiorentina.

Oltre a Vivarini, il Sassuolo pare valutare anche il profilo di Alberto Aquilani. L’attuale allenatore nerazzurro pare essere, insieme a Palladino, nella lista dei candidati alla panchina della Fiorentina.

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Nei giorni scorsi vi abbiamo chiesto tramite le nostre stories se per voi era giusto continuare o meno con Alberto Aquilani sulla panchina del Pisa.
Avete votato in tantissimi - 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟰𝟬𝟬 𝘃𝗼𝘁𝗶 - e le percentuali sono veramente molto vicine tra loro.

...𝗛𝗮 𝘃𝗶𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗹 “𝗡𝗼” 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝟱𝟱% 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝟰𝟱% 𝗱𝗲𝗹 “𝗦𝗶́”.

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