Cantucci alle mandorle: la ricetta originale dei cantucci toscani

Cantucci alle mandorle: la ricetta originale dei cantucci toscani

I cantucci alle mandorle, conosciuti anche come biscotti di Prato, rappresentano uno dei simboli più autentici della pasticceria toscana. Questi biscotti secchi e croccanti, dalla forma allungata e irregolare, nascono nel cuore della Toscana e si sono diffusi in tutto il mondo come emblema della tradizione dolciaria italiana. La loro caratteristica principale risiede nella doppia cottura, tecnica che conferisce quella consistenza unica e inconfondibile. Perfetti da inzuppare nel vin santo, il vino dolce toscano per eccellenza, i cantucci originali si distinguono per la presenza generosa di mandorle intere e per l’assenza totale di burro o olio nella ricetta tradizionale. La preparazione richiede pochi ingredienti semplici ma di qualità, e un procedimento che, pur essendo accessibile anche ai meno esperti, necessita di attenzione e precisione per ottenere il risultato perfetto. Oggi scopriremo insieme come realizzare questi biscotti seguendo la ricetta originale toscana, quella tramandata di generazione in generazione nelle famiglie e nelle pasticcerie artigianali della regione.

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medio

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione delle mandorle

Iniziate preriscaldando il forno a 180°C. Disponete le mandorle intere con la pelle su una teglia e tostatele leggermente per circa 8 minuti, mescolandole a metà cottura. Questo passaggio esalta il sapore delle mandorle e le rende più croccanti. Lasciatele raffreddare completamente prima di utilizzarle nell’impasto. Questo step è fondamentale per ottenere cantucci dal gusto autentico e profondo.

2. Preparazione dell’impasto base

In una ciotola capiente, versate la farina setacciata insieme al lievito per dolci. Aggiungete lo zucchero semolato, lo zucchero vanigliato, un pizzico di sale e la scorza di limone grattugiata finemente. Mescolate tutti gli ingredienti secchi con una frusta per distribuirli uniformemente. La scorza di limone dona quel tocco aromatico tipico della ricetta toscana originale.

3. Incorporazione delle uova

Create una fontana (cavità al centro della farina) con gli ingredienti secchi e rompetevi al centro le tre uova intere a temperatura ambiente. Con una forchetta, iniziate a sbattere leggermente le uova, incorporando gradualmente la farina dai bordi verso il centro. Questo metodo tradizionale permette di amalgamare gli ingredienti in modo omogeneo senza creare grumi.

4. Aggiunta delle mandorle

Quando l’impasto inizia a prendere forma, aggiungete le mandorle tostate e raffreddate. Impastate con le mani infarinate fino a ottenere un composto omogeneo ma non troppo lavorato. L’impasto deve risultare leggermente appiccicoso e morbido, ma compatto abbastanza da poter essere modellato. Non preoccupatevi se sembra irregolare, è la caratteristica dei cantucci artigianali.

5. Formazione dei filoncini

Dividete l’impasto in due o tre parti uguali. Su un piano di lavoro leggermente infarinato, formate con le mani dei filoncini (cilindri allungati) di circa 5-6 centimetri di larghezza e 3 centimetri di altezza. La lunghezza dipenderà dalla dimensione della vostra teglia. Sistemate i filoncini su una teglia rivestita di carta da forno, distanziandoli bene perché durante la cottura si allargheranno.

6. Prima cottura

Infornate i filoncini nel forno preriscaldato a 180°C per circa 25-30 minuti. Devono risultare dorati in superficie ma ancora morbidi all’interno. Non cuoceteli troppo in questa fase, altrimenti dopo il taglio risulteranno troppo secchi. Sfornateli e lasciateli intiepidire per 10 minuti circa. Questo tempo di riposo è essenziale per poterli tagliare senza sbricolarli.

7. Taglio dei cantucci

Quando i filoncini sono ancora tiepidi ma maneggiabili, trasferiteli su un tagliere. Con un coltello a lama liscia e ben affilato, tagliateli in fette oblique (diagonali) dello spessore di circa 1,5 centimetri. Il taglio deve essere deciso e netto per evitare di sgretolare i biscotti. Appoggiate le fette tagliate sulla teglia, disponendole in piedi o sdraiate.

8. Seconda cottura

Rimettete i cantucci tagliati in forno a 160°C per altri 10-15 minuti, girandoli a metà cottura se li avete disposti in piedi. Questa seconda cottura li renderà croccanti e dorati su entrambi i lati. Devono asciugarsi completamente ma senza bruciarsi. Sfornateli e lasciateli raffreddare completamente sulla teglia. Diventeranno ancora più croccanti raffreddandosi.

Giovanna Banetti

Il trucco dello chef

Per verificare la giusta consistenza dell’impasto, premete leggermente con un dito: deve lasciare un’impronta leggera ma riprendersi parzialmente. Se l’impasto è troppo appiccicoso, aggiungete un cucchiaio di farina alla volta. Per conservare i cantucci mantenendo la loro croccantezza, riponeteli in una scatola di latta o in un contenitore ermetico una volta completamente freddi. Si conservano perfettamente per 3-4 settimane. Se durante il taglio i filoncini si sbriciolano troppo, significa che non hanno riposato abbastanza dopo la prima cottura: attendete qualche minuto in più la prossima volta.

Abbinamento perfetto con il vin santo

L’abbinamento classico e imprescindibile per i cantucci alle mandorle è il vin santo toscano, vino dolce da dessert ottenuto da uve passite. La tradizione vuole che i cantucci vengano inzuppati nel bicchiere di vin santo, ammorbidendosi leggermente e assorbendo i profumi del vino. In alternativa, potete servirli con un Moscato d’Asti, un Passito di Pantelleria o un Marsala dolce. Per chi preferisce bevande non alcoliche, un caffè espresso o un cappuccino rappresentano ottime scelte per accompagnare questi biscotti croccanti durante la colazione o la merenda.

Informazione in più

I cantucci hanno origini antichissime che risalgono al Rinascimento toscano. Il nome deriva dal latino cantellus, che significa pezzo o fetta. La prima ricetta scritta risale al XVIII secolo e proviene dalla città di Prato, motivo per cui vengono anche chiamati biscotti di Prato. Antonio Mattei, pasticcere pratese, perfezionò la ricetta nell’Ottocento, rendendo i suoi cantucci famosi in tutta Italia. La caratteristica principale della ricetta originale è l’assenza di grassi aggiunti come burro o olio, che li rende più secchi e croccanti rispetto ad altri biscotti. La doppia cottura, tecnica che dà il nome stesso alla parola biscotto (cotto due volte), garantisce la conservazione prolungata, caratteristica fondamentale in epoche in cui non esistevano metodi di conservazione moderni. Nelle famiglie toscane, preparare i cantucci è un rituale che si tramanda di generazione in generazione, spesso durante le festività natalizie.

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